vermeriane figure e coni d’ombra
illusioni geometriche
invadono il piano di mistiche orali
l’inferno
– questo è certo –
marcia sempre
di bocca in bocca
dietro una coltre di parole si annida
pensoso:
che cosa?
mezzogiorni di un fauno con leggerezza
annegati in
mezzochilo di caffè
la porta
che è ogni
dischiusa
porta
socchiude un controcanto di suoni
gutturali
oggi
senza né giorno né notte
ho imparato a vivere
il parallelismo di certe esistenze
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